CSOA I PO’

  • Presentazione Dossier “Made in Italy per l’industria del genocidio”

    PRESENTAZIONE DEL DOSSIER “MADE IN ITALY PER L’INDUSTRIA DEL GENOCIDIO”, a cura dei Giovani Palestinesi d’Italia 

    Presentazione dell’opuscolo “ANTISIONISMO NON È ANTISEMITISMO”, a cura del Comitato di solidarietà con il popolo palestinese di Roma

    ROMPIAMO OGNI COLLABORAZIONE CON LO STATO SIONISTA

    Lo Stato italiano è direttamente coinvolto nel genocidio in atto in Palestina, come pure nelle guerre di aggressione sferrate contro gli altri paesi dell’Asia occidentale, dal Libano all’Iran. 

    Domenica 7 giugno, presso la Palazzina Vespignani (Viale Risorgimento, 1 – Albano) sarà presentato il dossier, curato dai Giovani Palestinesi d’Italia (GPI), che rivela dati inediti sulla collaborazione energetica e militare dell’Italia con lo Stato sionista, e documenta le oltre 400 spedizioni di armi e materiale militare che l’Italia ha inviato a Israele dal 7 ottobre 2023 ad oggi. 

    In quella stessa occasione verrà anche presentato l’opuscolo, a cura del Coordinamento di solidarietà con il popolo palestinese di Roma, che analizza il vergognoso DDL 1004, volto a criminalizzare l’antisionismo e a delegittimare il movimento di solidarietà con la Palestina.

    🇵🇸

    DOMENICA 7 GIUGNO – ore 17:00

    PALAZZINA VESPIGNANI – Viale Risorgimento, 1 – Albano

  • 40 anni dopo Chernobyl

    40 ANNI DOPO CHERNOBYL – 21 Maggio 2026

    Cronache inedite di una catastrofe nucleare alla luce del piano nucleare del governo Meloni

    Ore 18:30 Discussione e apericena

    Ore 21:00 Proiezione del film RASPAD – Realizzato in Russia nel 1990 sulle conseguenze di quella catastrofe

    Csoa Ipo – Via Capo d’acqua 1, Marino

  • Presidio – Castelli Romani per la Palestina – 10/05

    DALLA PALESTINA ALL’IRAN

    BASTA COMPLICITÀ CON ISRAELE

    Il rapimento dell’equipaggio della Flottilla in acque internazionali è l’ultimo esempio della brutalità coloniale israeliana. Dal 2023 ad oggi, lo Stato sionista ha approvato la pena di morte su base etnica, ha ucciso almeno 75mila persone a Gaza e ha inasprito l’oppressione in tutta la Palestina.

    Le truppe israeliane hanno occupato porzioni significative della Siria e del Libano, che continuano a bombardare quotidianamente, e partecipano, insieme agli Stati Uniti, alla guerra di aggressione contro l’ Iran.

    Lo Stato italiano contribuisce direttamente al progetto sionista. Varie aziende a partecipazione statale sono integrate nel sistema di approvvigionamento energetico e militare di Tel Aviv, mentre la marina italiana è dispiegata nel Mar Rosso (e forse domani lo sarà nello Stretto di Hormuz).

    Questa complicità inizia però a essere difficile da giustificare. Perfino il governo Meloni ha dovuto annunciare la sospensione del rinnovo automatico dell’accordo di associazione con Israele del 2005, mentre l’ENI ha parzialmente rinunciato alle concessioni per l’esplorazione di giacimenti nelle coste antistanti Gaza, che aveva ottenuto nel 2023.

    Queste decisioni, scaturite anche dalla mobilitazione popolare, non annullano però la connivenza strutturale con Israele. Basti considerare che l’Italia rimane il terzo fornitore di armi allo Stato sionista, per non parlare dei palestinesi che, in obbedienza ai diktat israeliani, sono tuttora reclusi nelle galere italiane.

    Negli ultimi mesi, il governo ha inoltre preso di mira scuole e università.  Il DDL 1004, che equipara l’antisionismo con l’antisemitismo, come pure le circolari ministeriali che, a colpi di sanzioni disciplinari, cercano di vietare che nelle scuole si parli del genocidio, tentano di fiaccare la partecipazione studentesca e dei docenti al movimento di solidarietà con la Palestina. 

    I guerrafondai di casa nostra vorrebbero ridurci al silenzio e delegittimare la resistenza contro il colonialismo. Per rispondere, noi dobbiamo esigere la fine di qualsiasi collaborazione con Israele e rilanciare la lotta contro un sistema che produce morte.

     PRESIDIO

     DOMENICA 10 MAGGIO – ORE 10:30

     PIAZZA MATTEOTTI – MARINO

     CASTELLI ROMANI PER LA PALESTINA

  • Mangia e Dibatti 26/04

    Dalle guerre preventive ai governi autoritari, alle grandi mobilitazioni, proviamo ad ordinare il nostro pensiero e il nostro agire.

    L’avvento del Trump 2 alla presidenza USA ha scompaginato l’orizzonte internazionale, ma non si capisce se si tratta di un cambiamento di strategia o di tattica destinata ad esaurirsi in tempi brevi.
    In un anno l’intenzione di aggredire il mostruoso debito pubblico e riaffermare l’egemonia finanziaria e industriale USA si è risolta in un passaggio a vuoto.

    L’aggressione all’IRAN al seguito della mosca cocchiera sionista, dopo la guerra dei dazi e le azioni di pirateria in Venezuela e dintorni hanno dilatato il debito pubblico non hanno ottenuto grandi trasferimenti di produzioni industriali, mentre è ripartita l’inflazione e le big oil con gli armieri hanno incassato bene.

    Dicevamo nel 2015 che il capitalismo atlantico era alla canna del gas dopo i fallimenti in Ucraina e in Siria, oggi non si può dire che stia meglio e in più le due rive si sono pure allontanate.
    Si naviga verso il ridimensionamento dell’egemonia yankee, attraverso una serie di conflitti parziali alimentati a ripetizione.
    Il capitalismo globale, insomma,non sta forse collassando, ma ha diversi malanni e per ora recupera pestando il proletariato. Il punto di caduta della crisi potrebbe essere una nuova spartizione del mondo, una specie di Yalta 2.0. Le prepotenze imperiali hanno provocato mobilitazioni imponenti come sulla Palestina.
    Ora ci sarebbero le condizioni per nuove ondate
    contro il potere sul terreno della materialità quotidiana,ma abbiamo troppi orpelli sulle groppa, robe arcaiche:
    partiti, piattaforme programmatiche, deleghe sindacati.
    La questione è trovare il metodo giusto per ottenere organizzazioni di massa antagoniste capaci di convivere con i tempi lunghi del “sol dell’avvenire”.
    La crisi di patriarcato e capitalismo, e l’insufficienza dell’antagonismo proletario percorrono vie simmetriche.
    Rompere questa simmetria non è facile, ma si possono fare passi avanti radicando nei territori una reale continuità conflittuale.

  • Resistenze Digitali

    Giornata dedicata alle Resistenze Digitali al centro sociale occupato autogestito IPO’ di Marino:

    > ore 11 : laboratorio “Giocare o essere giocati” a cura di CIRCE.

    > ore 13 : pranzo sociale

    > ore 14:30 : laboratorio “Un, dos, tre, passo passo oltre le Big Tech” a cura di AvANa.

    > ore 16 : presentazione di libri “Assalto alle piattaforme” (AgenziaX, 2025) di Kenobit e “Internet, Mon Amour” (Altraeconomia, 2026) di Agnese Trocchi

    > ore 17:30 : gameboy live set a cura di Kenobit

    Qui lo spot radio!